Luxury Summit 2025: il lusso responsabile al centro, ma il settore chiede ascolto alla politica

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Si è svolto a Milano il Luxury Summit 2025 organizzato da Il Sole 24 Ore, appuntamento di riferimento per il mondo del lusso italiano e internazionale, che quest’anno ha posto al centro il tema del lusso responsabile come garanzia d’eccellenza. Tra le voci più autorevoli della giornata, spiccano gli interventi di Sergio Tamborini, Carlo Capasa, Giovanna Ceolini e Silvio Campara, che hanno lanciato messaggi chiari al mondo politico e istituzionale.

Tamborini (Confindustria Moda): “La politica è assente”

Il presidente di Confindustria Moda, Sergio Tamborini, ha acceso il dibattito denunciando la distanza della politica dalle esigenze reali del comparto moda. «La politica non è in grado di gestire il nostro settore, forse perché non l’ha capito, forse perché non abbiamo un leader che parli a nome di tutti», ha dichiarato Tamborini dal palco, sottolineando l’importanza della recente firma del nuovo Contratto Collettivo Nazionale che unisce aziende e sindacati nella difesa della filiera.

Un settore che, oltre all’immagine iconica delle passerelle, vale 30 miliardi di euro di saldo positivo nella bilancia commerciale e conta oltre 40.000 imprese e 400.000 addetti. Il presidente ha evidenziato come il comparto stia attraversando una fase critica, con quattro semestri consecutivi di segno negativo per il manifatturiero. Il rischio concreto? La perdita di competenze lungo la filiera produttiva.

Ceolini (Confindustria Accessori): “Parliamo e non veniamo ascoltati”

A rincarare la dose è stata Giovanna Ceolini, presidente di Confindustria Accessori e Moda, che ha puntato il dito sulla formazione: «Esiste la scuola del Made in Italy, ma manca una scuola tecnica vera. Siamo noi associazioni a portare avanti la formazione, quando invece dovrebbe essere un progetto condiviso con le istituzioni».

Lazzaroni (Altagamma): “Investire sui talenti”

Sul tema si è espressa anche Stefania Lazzaroni, direttrice generale di Fondazione Altagamma, che ha ribadito l’impegno decennale dell’associazione nella formazione. In particolare ha ricordato il progetto “Adotta una scuola”, attivo da sei anni con focus sulle scuole tecniche professionali, per rispondere al fabbisogno crescente di nuovi talenti nel mondo del lusso e della moda.

Capasa (Camera Moda): “Serve un piano industriale per la moda creativa”

Il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa, ha posto l’accento sulla necessità di un quadro normativo coerente: «Non possiamo fare tutto da soli. Serve un piano industriale nazionale ed europeo per supportare la moda creativa». Capasa ha criticato l’eccesso di burocrazia e l’inadeguatezza delle attuali categorie normative europee, chiedendo una semplificazione per evitare che gli sforzi di sostenibilità si perdano in processi inapplicabili, soprattutto per le piccole imprese.

Campara (Golden Goose): “L’IPO resta, ma conta il consumatore”

Infine, Silvio Campara, CEO di Golden Goose, ha confermato che il progetto di quotazione in Borsa dell’azienda resta sul tavolo, ma verrà valutato al momento giusto: «È l’ultima delle nostre preoccupazioni. La nostra priorità oggi è il consumatore».

https://24oreventi.ilsole24ore.com/luxury-summit-2025


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