New York Bridal Fashion Week – Giorno 2: tra tradizione, costellazioni e giardini

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Dal glamour di Madison Avenue ai sogni stellati sull’Hudson: emozioni e ispirazioni della seconda giornata nella città che non dorme mai.

Iniziamo la giornata con una bella camminata all’aria fresca e frizzante di New York, pronti a scoprire i prossimi designer che stanno incantando la scena bridal internazionale. La città si sveglia con la sua energia inconfondibile, e noi dall’Hotel Edison in Times Square dove alloggiamo, ci dirigiamo verso Madison Avenue, dove ci attende Mark Ingram nel suo raffinato atelier. Questa stagione, Mark trae ispirazione dagli stili personali delle donne iconiche della sua vita — la bisnonna, la nonna e la madre — infondendo nelle sue creazioni la loro eleganza senza tempo. Le sue spose evocano il fascino seducente degli anni ’40 e ’50, con abiti che sembrano raccontare storie di grazia e femminilità. Ciò che distingue questa collezione è l’uso innovativo di lussuosi rasi e intricate lavorazioni di perline. Ogni capo nasce da un dialogo armonioso tra nostalgia e contemporaneità silhouette fresche e moderne, celebrando la bellezza classica con un tocco moderno.

Dopo la visita, ci dirigiamo verso l’area espositiva di One Fine Day, ospitata in un suggestivo edificio industriale affacciato sull’Hudson River. Qui, designer emergenti e giovani creativi presentano collezioni d’avanguardia, dove innovazione e artigianalità si fondono con freschezza e visione.

One Fine Day

Ci incamminiamo poi verso lo showroom di Hera Couture con la sua collezione “Luminaire” Autunno 2026.
L’ispirazione nasce dal caos e dalla bellezza delle costellazioni, dove frammenti dell’universo si allineano in perfetta armonia. Ogni abito è un equilibrio tra struttura architettonica e delicatezza eterea, arricchito da dettagli luminosi che catturano la luce e l’immaginazione. “Luminaire” è dedicata alla sposa che brilla dall’interno, simbolo di forza e meraviglia, come una stella che illumina la propria orbita con grazia e consapevolezza.

La giornata si conclude al raffinato Lotte Hotel, dove assistiamo alla presentazione di Sareh Nouri e della sua collezione Autunno/Inverno 2026, intitolata Once Upon a Garden.
“C’era una volta un giardino…” — così inizia la narrazione poetica che dà vita a una collezione onirica e romantica. Il cuore della linea è l’abito Edelweiss, un capolavoro di tulle nude e verde con costellato di migliaia di margheritine dipinte a mano, ispirato alla celebre canzone Edelweiss dal film The Sound of Music. Questa stagione, Sareh Nouri cattura l’innocenza e lo stupore della natura, reinterpretandoli attraverso la lente raffinata dell’haute couture. Ogni creazione è un invito a perdersi in un sogno di petali, luce e poesia.

In un elegante cocktail bar rilassandoci con un delizioso drink, si conclude così la nostra seconda giornata alla Bridal Week di New York — un viaggio tra tradizione e avanguardia, stelle e giardini incantati, dove ogni designer celebra a suo modo la magia dell’amore eterno.

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